In attesa che venga inaugurato il suo nuovo studio in quel di Bovolone (sempre provincia di Verona), abbiamo scambiato due chiacchiere con il deus ex machina artistico del ‘Original Sin Tattoo Shop’ di Nogara.
Mirko, partiamo da una domanda fondamentale: molti tatuatori preferiscono specializzarsi in un solo genere per avere una sorta di “firma”. Tu invece sei ugualmente dotato sia nel Realistico che nel Giapponese, due stili assoluti per ciò che riguarda la tattoo art. Da dove pensi che nasca questo tuo essere così eclettico?
Quando ho iniziato, più di vent’anni fa, era un periodo in cui per intraprendere questo mestiere bisognava saper fare un po’ tutti gli stili. Sono stato un autodidatta, in quanto all’epoca era davvero difficile trovare tatuatori disposti ad insegnare la loro arte.

Per questo motivo mi sono messo alla prova, ho sperimentato – anche sbagliando, ci mancherebbe – diversi tipi di disegno, adattandomi di conseguenza alle richieste dei clienti. Ho preso come riferimento vari artisti americani, in particolare Chris Garver (IG: @chrisgarver), uno che adoro per la sua flessibilità artistica. Crescendo mi sono avvicinato al Giapponese, ma essendo stato affascinato da tutti gli stili, ho sviluppato la passione di cercare la tecnica giusta per ciascuno di essi.
Diciamo che mi piace evolvere a volte mescolando elementi da più stili.

Credi di avere avuto un maestro, un amico o una persona cara che ti ha aiutato ad essere l’artista che sei oggi?
Il mio percorso è stato plasmato da tutte le persone passate dal mio studio, dai primi apprendisti ai più grandi guest artist. Ogni confronto, in pratica, mi ha fatto crescere. Credo che un artista debba sempre confrontarsi con gli altri e restare umile: è così, d’altronde, che si continua a migliorare.

Cosa ti piace ancora oggi del tuo mestiere dopo centinaia di tatuaggi realizzati per altri?
Quello che amo, ancora oggi, del mio mestiere è il contatto umano. Mi piace ascoltare le persone: ogni storia, ogni scambio tra esseri umani è un vero arricchimento d’esperienza. Percepire la soddisfazione del cliente è appagante, ma anche l’arte e il disegno sono una parte fondamentale: la ricerca di originalità e perfezione, in ogni tratto, sono per me uno stimolo continuo.

Comunque, dopo tanti anni, sono ancora le persone a tenermi legato a questo mestiere. Potrei dire che il mix di tecnica, arte e relazioni umane è ciò che mi fa re-innamorare ogni giorno.

Pensi sia cambiato qualcosa in te – da un punto di vista mentale e filosofico – tanti anni dopo il tuo incidente?
All’inizio l’incidente ha cambiato la mia vita privata e professionale. È stato un periodo molto duro, ma con l’aiuto della mia famiglia in primis e di tutte le persone che ho conosciuto tramite il mio lavoro, sono riuscito a superarlo. La perdita di una gamba è stato un evento certamente traumatico, ma sapevo di poter contare ancora sulle mie mani, sulla mia testa e sulla mia forza interiore.

Ad oggi, posso dire che la disabilità mi ha cambiato la vita, ma non ha stravolto chi sono: una persona ottimista, che vede sempre il bicchiere mezzo pieno, con tanta ambizione e voglia di fare. Spero di essere stato e di poter essere un esempio per i miei figli e per chiunque dovesse trovarsi ad affrontare periodi difficili della propria vita.

Se dovessi raccontarci cosa simboleggia attualmente – e cosa ha rappresentato per te in passato – l’ ‘Original Sin Tattoo Shop’ di Nogara (in provincia di Verona), cosa ci diresti?
L’ ‘Original Sin Tattoo Shop’ (IG: @originalsintattooshop) ha rappresentato la realizzazione di un sogno inaspettato. Tutto nacque dalla mia passione per il disegno e dallo stimolo da parte dei miei genitori a perfezionare un talento che loro avevano notato in me fin da piccolo.

Lo studio simboleggia il riaffiorare di quel talento e di quella voglia di coltivarlo nuovamente in età adulta, dopo essere passato da altre esperienze lavorative poco gratificanti da un punto di vista artistico.
Credo che la creatività trovi sempre una via per manifestarsi, anche dopo anni in cui è rimasta sepolta.
Attualmente, nonostante le sfide del settore, posso anticipare che sto aprendo un nuovo studio per ampliare i miei orizzonti e per accogliere nuovi artisti. L’ ‘Original Sin’ (IG: @originalsintattooshop) è la mia vita e la mia passione racchiuse in un’evoluzione continua.

Che impressione ti sei fatto, in tutti questi anni, sia dei guest spot che delle tattoo convention?
Le tattoo convention un tempo erano fondamentali per farsi conoscere e condividere la passione, ma attualmente molte hanno perso quella dimensione. Per ora, ho scelto di fare un passo indietro dalle convention in Italia, non per superiorità, ma perché sento che non danno più lo stesso valore agli artisti ospitati.

È vero anche che, a differenza del passato, oggi sono molteplici i mezzi per farsi conoscere, basti pensare per esempio al potere dei social. I guest spot, invece, li apprezzo molto perché sono occasione di scambio, confronto e arricchimento. In tal senso, ritengo che aprirsi ai guest sia un aspetto vivo e utile di questo mestiere.

Eventualmente hai già segnato delle date importanti nella tua agenda, da settembre in avanti?
A settembre l’evento più importante sarà l’inaugurazione del nuovo studio di Bovolone in provincia di Verona, che accoglierà nuovi artisti e tante altre collaborazioni.

E le tue ultime parole famose sono… ?
Chiudo con un semplice augurio: “Ad Maiora Semper”!











