La tatuatrice meneghina, proprietaria della ‘Claudia Ferrarini Art Gallery’ e ideatrice della kermesse ‘Palingenesi’, si dimostra sempre di più artista a 360 gradi tatuando, dipingendo e realizzando video dedicati ai luoghi più nascosti della sua città.
Claudia, quando una nasce artista (e tu sei un’artista completa in ogni cosa che fai: tatuaggi, quadri e contenuti video compresi) forse è riduttivo presentarla ai lettori solo come una “tatuatrice” e basta; anche se il tatuaggio effettivamente rappresenta comunque una parte enorme del tuo percorso. Tu come vedi la cosa?
Credo che l’arte sia trasversale e che si esprima in tanti modi. Il tatuatore è un artista contemporaneo ed ogni suo aspetto e versione nutre tutte le altre.

Tatui in maniera professionale da tanti anni: quanto pensi che sia migliorato il tuo stile Realistico in tutto questo tempo? E cosa ti riesce meglio oggi, non dico rispetto ai tuoi esordi, ma anche in confronto alla fase di mezzo della tua carriera?
In realtà sono tredici anni esatti! (ride) Penso di essere migliorata tanto nella visone di ciò che andrò a realizzare, ma anche la tecnica si è evoluta di conseguenza. Sai, quando arrivi come me dalla pittura, ragioni in maniera diversa e devi rimettere tutto quello che sai in discussione.
E poi non bisogna mai compiacersi, c’è sempre un mondo là fuori da cui imparare!


Se incontrassi oggi una giovane Claudia Ferrarini alle prime armi, cosa le racconteresti di questa professione e su cosa insisteresti a livello di consigli e suggerimenti?
Sicuramente insisterei sulla tecnica. Poi mi consiglierei qualche seminario supplementare per sbloccare in maniera più veloce le capacità di gestione del tatuaggio. E migliorare nettamente la qualità del lavoro.

Tu sei milanese da sempre, ma quando e come nasce in te questa tua passione nel raccontare i piccoli segreti della tua città tramite degli apprezzati video che pubblichi puntualmente su Instagram (IG: @claudiaferrarini.art)?
Ho sempre amato girare per Milano in bicicletta o a piedi fin dai tempi della scuola. Anni in cui i gli smartphone non esistevano ancora e si girava guardandosi intorno, non con lo sguardo perennemente fisso sul telefono. Ho iniziato un anno e mezzo fa, in modo anacronistico, a girare col cavalletto o con la carta.
E da lì mi sono messa a disegnare per strada.


Tu vanti un passato artistico presso il ‘Primordial Pain’ di Milano (IG: @primordialpaintattoomilano) mentre da tempo sei proprietaria del tuo studio personale: la ‘Claudia Ferrarini Art Gallery’ (IG: @cfartgallery.mi) dove ogni anno organizzi la rassegna ‘Palingenesi’. È questo il vantaggio di mettersi in proprio? Poter lavorare nella maniera più creativa e indipendente possibile? Oppure ci sono anche degli svantaggi che magari sfuggono all’occhio superficiale?
Beh sicuramente crescere in uno studio ricco di artisti di calibro ti svezza al meglio, ma resti comunque un ospite. Mettersi in proprio, invece, significa indipendenza di azione e di pensieri, ma vuol anche dire tanta responsabilità e grandi dosi di burocrazia: non è una cosa da poco.


Da questo punto di vista ‘Palingenesi’ è un progetto artistico che realizza la mia voglia di mostrare al pubblico l’Artista/Tatuatore in azione. Affinché venga rivalutato anche da chi non ama il tatuaggio.


Se i tuoi tatuaggi fossero rispettivamente un libro, un film e un disco, su cosa ti orienteresti per presentarci al meglio la tua arte su pelle?
Che domanda difficile! (ride) Non ne ho idea, ma il mio film preferito resta ‘Blade Runner’ di Ridley Scott, la mia musica terapeutica sono i ‘Concerti Brandeburghesi’ di Johann Sebastian Bach e il libro…. uno che sicuramente non ho ancora letto!

Giri ancora in Harley-Davidson oppure sei passata ad altri mezzi per spostarti in città?
Uso sempre la mia amata Harley Low Rider S con le borse laterali… dove ci sta praticamente il mondo!

E le tue ultime parole famose sono… ?
(sorride) Speriamo che mi vada di lusso anche oggi! (in realtà l’espressione usata da Claudia era leggermente più colorita… Ndr)




Segui su Instagram la ‘Claudia Ferrarini Art Gallery’: @cfartgallery.mi









