La futura autrice della cover dell’Annuario Tatuatori Italiani ci racconta le evoluzioni della sua arte FineLine direttamente dal suo studio salernitano ‘Five Leaves Tattoo’.
Diletta, cosa si è messo in moto nella tua testa quando hai saputo che saresti stata tu a curare la nuova cover dell’Annuario Tatuatori Italiani di Tattoo Life (in uscita tra qualche mese)?
Mi ha fatto molto piacere, ovviamente. Collaborare a progetti come questi è sempre un grande riconoscimento.

Hai già pensato a cosa ritrarrai in questa cover tuttora inedita?
Effettivamente avevo varie idee in mente, ma alla fine ho scelto di combinare vari elementi che sono rappresentativi del mio lavoro e anche un po’ della mia vita. Non voglio svelare i particolari, ma ti dirò che la tavola a cui sto lavorando è di un colore diverso dal nero.

Come pensi sia evoluto il tuo stile FineLine Black-n-Grey in questi ultimi anni? In fondo per una tatuatrice restare ferma è deleterio, quindi parlami dei tuoi progressi…
Credo che restare fermi sia quasi impossibile. Con il tempo si sente sempre il bisogno di un’evoluzione, seppur minima a volte. Il cambiamento viene sempre e comunque dallo studio di ciò che si sta facendo nel tentativo di migliore le forme, la composizione o, più semplicemente, l’impatto visivo di un determinato soggetto.
Talvolta ti rendi conto che basta pochissimo, altre volte ti serve stravolgere completamente quell’immagine.

Le tue donne hanno un ché di sensuale (e talvolta di erotico…) che ci riporta indietro nel tempo. Sono davvero figure femminili al 100% che non temono di mostrare la loro sessualità. Che ne pensi?
Le figure femminili sono, a mio parere, il soggetto più bello in assoluto. Il mio rappresentarle a volte in maniera molto procace è un modo di elevare all’ennesima potenza la bellezza della donna in tutte le sue parti.

Hai spesso carta bianca dal cliente, affascinato in partenza dalle tue creazioni, oppure l’idea preferisci sempre farla partire da lui o da lei per poi sintetizzarla e rifinirla?
In realtà mi capitano entrambe le situazioni: alcuni clienti ti lasciano carta bianca su tutto e ciò ti permette di osare su composizione o soggetti. Altri invece ti danno un po più di indicazioni; e spesso capita anche che abbiano loro l’idea geniale alla quale tu non avevi pensato.

Mi parli del ‘Five Leaves Tattoo’ di Salerno (IG: @fiveleavestattoo) che ha festeggiato da poco i tre anni di vita? Che sensazioni ti ha dato essere tornata a lavorare nella tua città dopo gli anni spesi al ‘Wildink Tattoo Crew’ di Napoli?
Ho cambiato un po’ di studi nella mia vita e sono stata benissimo dovunque abbia lavorato. Tornare nella città in cui sono nata e aprire il mio studio (IG: @fiveleavestattoo) – non mentirò su questo… – è stato stressante e gratificante allo stesso tempo.
È difficile ovviamente portare avanti uno studio, ma è anche incredibilmente bello avere uno spazio tutto tuo che puoi chiamare casa.

Se i tuoi tatuaggi fossero rispettivamente musica, cinema e letteratura, su quali titoli o autori ti orienteresti?
Non credo di poter identificare i miei lavori in titoli o autori specifici; però ti dirò che, negli ultimi anni, il mio lavoro è molto influenzato dagli anni ‘70/‘80 per quanto riguarda il cinema, la moda o la musica mentre fino a qualche anno fa l’ispirazione andavo più a ricercarla negli anni ‘40/‘50, sempre del secolo scorso.

Ti lasciamo al tuo lavoro, ma se volessimo incontrarci e parlare di tatuaggi con te, senza per forza passare da Salerno, dove potremo trovarti quest’estate per ciò che riguarda i guest spot e le convention?
Per questa estate non ho programmato nulla, ma sto già organizzando l’agenda per l’autunno. Ho in mente un paio di tattoo convention, tra cui sicuramente Catania (IG: @cataniatattooconvention.it) e sto programmando delle guest in giro per l’Europa. Penso di pubblicare tutte le date entro la fine dell’estate (IG: @diletta_lembo).














