L’umiltà, la precisione, la pulizia, la normalità. Tutto ciò insegna da anni un tatuatore storico come Matteo Pasqualin al suo talentuoso collettivo: conosciamoli meglio.
Matteo, nel logo di ‘Artigiano Tatuatore Tattoo Collective’ si fa riferimento ad un anno ben preciso (il 1997, ovvero quando tu hai iniziato questa professione) mentre lo studio con sede a Brembate esiste solo dal 2019. Mi racconti come sono state le tue prime sette stagioni alla guida di questo bel collettivo?
Guarda, a pensarci mi fa ancora un certo effetto l’essermi spostato dalla provincia di Rovigo a quella di Bergamo, in un’area vicinissima a dove scoppiò quell’orrenda pandemia chiamata Covid-19, per di più a soli sei mesi dall’apertura del nostro studio (IG: @artigiano_tatuatore)…

E comunque sì, nel logo dello studio è riportata la data del 1997 perché fa riferimento all’anno in cui effettivamente iniziai. Il nome ‘Artigiano Tatuatore’ (IG: @ artigiano_tatuatore) deriva invece da un vecchio banner che mi ha sempre portato molta fortuna. Una insegna in cui specificavo di essermi sempre sentito molto più artigiano che artista, e ci tenevo a ribadirlo anche in questo caso. Fa parte del mio modo di vedere questo lavoro e sono contento negli anni di essere riuscito a trasmetterlo. Soprattutto alle persone che hanno fatto e fanno parte del team in questo nuovo progetto.

Tu e l’intero team di ‘Artigiano Tatuatore’ coprite una vasta gamma di stili legati alla tattoo art. Oltre al tuo famoso Realistico Black & Grey, realizzate anche tatuaggi sotto forma di Realistico a Colori, Ornamental, Watercolor, Neo-Traditional, Comics, Trash Polka, Geometric, Lettering ecc. Sentite qualche mancanza particolare in questa vasta parata di stili?
A dire il vero, rispetto ai primi anni, ormai gli stili si sono ridotti ulteriormente. Diciamo che la fetta più grande dei lavori svolti nel nostro studio si basa sul Realistico; poi c’è una presenza abbastanza forte di Watercolor e Fine Line. Da quando la gran parte dei tatuatori guest ha aperto il proprio studio di proprietà (venendo di conseguenza a trovarci molto raramente), chi è rimasto riesce a coprire solo lo stile in cui è specializzato. Per quanto riguarda tutti gli altri stili che non sono mai apparsi in studio, ciò è dovuto soprattutto – ahimè – ad una completa assenza di richiesta…

Parecchi ragazzi che lavorano con te (Giulia Riva, Giorgio Foiadelli, Manuel Quadri, Francesca Di Lodovico ed Eduardo Cuadros) hanno seguito il percorso affascinante del Realistico Bianco&Nero: pensi di averli in qualche modo influenzati?
Beh, certo. (sorride) Ovviamente nel corso degli anni qualche “vite allentata” è stata stretta, ma di base il potenziale era nascosto anche in chi, come Giulia (IG: @giuliariva_art) o Giorgio (IG: @giorgiofoiadelli_art), non ci aveva mai creduto granché. Altri tatuatori come Eduardo (IG: @eduardo_cuadros_tattoo) o Francesca (IG: @francescadilodovico), ad esempio, non avevano assolutamente bisogno di grossi miglioramenti, ma lavorando insieme a me hanno potuto apportare, guest dopo guest, nuove migliorie alla loro tecnica. E sia ben chiaro che la stessa cosa è capitata anche a me vedendo lavorare loro! Ci tengo molto a precisarlo. L’importanza del fare i guest, secondo me, sta proprio in questo:
nel potersi confrontare, scambiare consigli e incrementare le proprie skill.

Tra tanti “guest” (ben cinque), ‘Artigiano Tatuatore’ vanta anche due resident: tu e la tua collega Giulia Riva. Ti va di spendere qualche parola su di lei e sulla sua visione dell’arte?
Giulia (IG: @ giuliariva_art) è stata la prima persona a salire a bordo. A tutti gli effetti è sempre stata un po’ la mia vice. Ha sempre creduto molto nel progetto e si è impegnata al 100% in prima persona per migliorarlo giorno dopo giorno. Negli anni siamo diventati molto amici e mi fa piacere pensare che possiamo contare l’uno sull’altra. Oltre a essere una bravissima tatuatrice, Giulia è una pittrice fantastica: dipinge soggetti di natura morta con i colori acrilici e i suoi quadri sono veramente d’impatto. Ha anche esposto in diverse mostre che hanno avuto un discreto successo. Inoltre, è davvero un’ottima fotografa. Insomma, è sicuramente lei la più “artista” del gruppo! (ride)
Mi commenti anche altri punti di forza del “collettivo” quali i già citati Giorgio Foiadelli ed Eduardo Cuadros?
Eduardo (IG: @eduardo_cuadros_tattoo) si è unito al gruppo praticamente da subito, insieme a Giulia (IG: @giuliariva_art). Lo avevo incontrato qualche anno prima durante un seminario e mi aveva colpito immediatamente per le sue qualità. Avevo intuito il suo potenziale e direi di non essermi affatto sbagliato. Sono stato molto felice di averlo avuto qui fino a un anno fa quando – com’è giusto che sia – ha aperto il suo nuovo studio: il ‘Novem Tattoo Studio’ (IG: @novem9_tattoo).



Oltre a essere un tatuatore eccezionale, è una persona affidabile, pacata e riflessiva, con un carattere speciale con cui mi sono sempre trovato in sintonia. Giorgio (IG: @ giorgiofoiadelli_art), invece, si è unito al gruppo come guest pochissimi mesi dopo gli stessi Giulia ed Eduardo. All’epoca era specializzato in NeoTraditional e Fine Line, ma nel corso degli anni ha scoperto di essere molto portato per lo stile Realistico. Diciamo che ho fatto abbastanza fatica a convincerlo, perché lui era l’ultimo a crederci… Eppure mi fa piacere avergli dimostrato che si sbagliava.



Che mi dici di Francesca Di Lodovico e di Manuel Quadri?
Anche Francesca (IG: @francescadilodovico), proprio come Eduardo, l’avevo vista all’opera durante un seminario e mi avevano colpito le sue qualità artistiche. Una cosa che mi stupisce ogni volta che lavora in studio è la sua velocità d’esecuzione, che non tralascia mai il minimo dettaglio. Mi piace scherzare con lei su questo: essendo così rapida riesce sempre a terminare entro le sei di sera, per questo la chiamo ironicamente “la statale”. Manuel (IG: @manuel.quadri.tattooer) è stato l’ultimo a unirsi al gruppo. Le sue doti artistiche nel Realistico stanno migliorando guest dopo guest. Ha tantissima voglia di imparare e non perde occasione per chiedere consigli, cosa che di mio apprezzo molto. Posso aggiungere una cosa?



Sentiti libero.
Vorrei dedicare qualche parola anche ad una guest molto importante fino a un paio d’anni fa: Giulia Del Bianco (IG: @giuliadelbiancotattoo). Ora ha aperto il suo studio, il ‘Pink Parlour Tattoo’ (IG: @pink_parlour_tattoo), ed è diventata mamma, per cui non abbiamo più il piacere di averla con noi regolarmente. Quando era nostra ospite, però, Giulia colpiva tutti per la capacità di muoversi a proprio agio in ogni stile. Sono molto soddisfatto di averle trasmesso buoni insegnamenti, specialmente nel Realistico.



Senza nulla togliere agli altri, mi sembra che Alessio Gallié sia davvero l’artista più sperimentale del lotto…
Alessio era arrivato subito dopo la pandemia per completare lo stage per l’abilitazione sanitaria. Trascorso quel periodo, ha scelto di tornare spesso come guest perché si era instaurato un bel rapporto di amicizia tra di noi. Sono contento che da qualche mese anche lui sia diventato titolare di uno studio dove abita, vicino ad Ascoli Piceno, vale a dire l’ ‘Underdog Tattoo Studio’ (IG: @underdog___tattoo). Dal carattere testardo e cocciuto, Alessio è comunque un grande lavoratore, semplicemente instancabile; credo di aver contribuito molto alla sua formazione professionale più che artistica, e questo mi fa piacere. Artisticamente è un po’ visionario, ma secondo me sta ancora cercando di capire quale sarà la sua strada. Come gli ho sempre detto, non deve sforzarsi di trovarla: quando sarà il momento, si accorgerà che quella famosa strada la sta già percorrendo.



Come si fa a venire a lavorare da ‘Artigiano Tatuatore Tattoo Collective’? Ci si propone in prima persona oppure sei tu a fare da talent scout?
A dire il vero, ormai da molto tempo non ci sono nuove entrate. Quelle di cui abbiamo parlato finora sono avvenute quasi esclusivamente per conoscenza diretta. Mi piacerebbe molto invitare altri artisti a Brembate ma purtroppo, come immagino succeda in molti altri tattoo studio odierni, la parte più difficile resta quella di trovare la clientela piuttosto che il tatuatore. Per questo preferisco puntare su un gruppo fisso di persone in grado di crearsi il proprio giro attraverso il passaparola.

Come vi organizzate in occasione delle varie tattoo convention? Ci andate tutti assieme?
Per quanto riguarda le convention, ci abbiamo provato qualche volta a presenziare come intero gruppo di tatuatori. Sono state belle esperienze, ma poi ho preferito che ognuno facesse il proprio percorso individualmente. Io stesso, nelle tattoo convention, non mi sento più a mio agio e non avrebbe senso partecipare come ‘Artigiano Tatuatore Tattoo Collective’ (IG: @artigiano_tatuatore) se io per primo non me la sentissi di esserci.

Ultima domanda: avete un motto che contraddistingue ‘Artigiano Tatuatore’ nella galassia della tattoo art nazionale?
Non abbiamo un vero e proprio motto, ma posso dirti che alle parole preferiamo di gran lunga il nostro modo di essere unanime: essere umili e non fare le “prime donne”. Essere puntuali, precisi, puliti e, per quanto possibile, delle persone normali. Mi fa piacere trasmettere ai clienti l’idea che non si stiano affidando a qualcuno di distante da ciò che loro stessi sono.










