Un tatuatore dall’impronta quasi futurista, questo bravo artista del ‘Mentality Tattoo Shop’ di Napoli. Un assoluto creativo che parte dalle mitologie medioevali e sa come trasportarle nel presente delle più moderne tecnologie di tatuaggio.
Ciao Pablo, mi racconti qualcosa di te?
Mi chiamo Pablo Sganz (IG: @pablosganz), vengo da Napoli e sono nel mondo del tatuaggio da circa nove anni. Ho iniziato relativamente “tardi”, a ventiquattro anni, dopo aver lasciato l’Università. Dopo aver capito che quello che stavo costruendo a livello di studio non mi rappresentava più, ho sentito il bisogno di cambiare direzione. Di provare a trasformare ciò che per me era sempre stato qualcosa di intimo e personale in un percorso concreto: il disegno. D’altronde ho sempre disegnato, fin da bambino. In seguito ho frequentato la Scuola Italiana di Comix a Napoli, un’esperienza che mi ha dato delle basi importanti, sia tecniche che narrative. Per molto tempo ho vissuto “l’arte” come uno spazio privato, quasi come se fosse uno sfogo. Il tatuaggio è stato il momento in cui quell’espressione è diventata una scelta di vita. Dopo l’apprendistato, circa otto anni fa, ho avuto la fortuna di entrare nel ‘Mentality Tattoo Shop’ di Giacomo Russo (IG: @mentalitytattooshop).

Esatto, parlami un attimo del ‘Mentality’ di Casoria…
Inizialmente eravamo in pochi; oggi siamo riusciti a costruire una realtà solida e riconosciuta, diventando uno dei collettivi più numerosi in Italia. Crescere in quel contesto è stato fondamentale sotto forma di confronto continuo, disciplina e ambizione condivisa.
Il percorso però non è stato sempre semplice.
È stato di alti e bassi, sacrifici, dedizione e tanta, tantissima passione. Una svolta importante è arrivata quando ho trovato un’identità chiara attraverso la specializzazione nel 3RL e nel Whip Shading. È lì che ho iniziato davvero a riconoscermi nel mio lavoro.

Quali sono state le tue tappe più importanti all’interno del mondo del tatuaggio?
Tra le tappe più significative ci sono stati dei riconoscimenti da parte di artisti che stimo fin da quando ho iniziato, gli inviti ad alcune tra le più prestigiose tattoo convention italiane, alcune esperienze all’estero e anche qualche premio ricevuto durante le varie convention. Non li considero punti di arrivo, ma segnali che la direzione intrapresa era quella giusta. Una delle cose che oggi mi rende più orgoglioso è la grande richiesta di seminari 3RL da parte di giovani che si affacciano a questa tecnica. Credo molto nella specializzazione. Trovare il proprio linguaggio e approfondirlo fino in fondo, per me, è stato semplicemente determinante.

“Sganz” è un nome d’arte?
Sì, “Sganz” è un soprannome, anche se la sua origine è decisamente adolescenziale. Nasce quando avevo circa tredici/quattordici anni. Era un nomignolo che mi diedero i miei amici in un periodo in cui, come tanti ragazzi, facevamo cose di nascosto dai genitori. Tra queste, purtroppo, c’era anche il fumare! Usavamo delle parole in codice per non farci scoprire e “Sganz” era il modo in cui chiamavamo la sigaretta. Io fumavo più degli altri e da lì è nato “Paolo la Sganz”. Col tempo è rimasto semplicemente “Sganz”. Parallelamente mio padre mi ha sempre chiamato Pablo fin da quand’ero piccolo.
Quando ho iniziato a disegnare con più consapevolezza, mi piaceva il suono di “Pablo Sganz”.
Aveva qualcosa di personale, ma anche di distinto dal mio vero nome. Così ho iniziato a firmare i miei disegni in quel modo. Ancora prima di tatuare, quando mi iscrissi a Instagram (IG: @pablosganz), scelsi quel nickname. È qualcosa che mi porto dietro da sempre, ormai da quasi vent’anni… Oggi ho trentatré anni e chiaramente il significato originario è rimasto solo un ricordo, ma quel nome è diventato parte della mia identità artistica. In un certo senso è nato per gioco, ma è cresciuto insieme a me.

Perché, per la maggior parte, la tua arte è fatta di volti femminili calati in un atmosfera fantastica/futuristica?
È stato il risultato di una ricerca costante. Nulla di casuale. Negli anni mi sono lasciato influenzare dai miei artisti preferiti, dal cinema, dalle serie TV, dall’illustrazione, dai videogiochi e dalla musica. Amo il Medioevo, la mitologia (norrena, greca e egizia) e tutto ciò che appartiene a un immaginario epico e simbolico: spade, archi, armature, draghi e creature fantastiche. Allo stesso tempo sono sempre stato attratto da visioni più futuristiche, sospese nel tempo. Sono mondi che mi appartengono da sempre e che in modo naturale finiscono dentro il mio lavoro. Cerco di fonderli in una visione personale, mantenendo un’atmosfera spesso malinconica. Mi interessa quella tensione emotiva che parla di trasformazione e di cambiamento. La scelta dei volti femminili nasce dal fatto che attraverso lo sguardo riesco a trasmettere qualcosa di immediato.

Non solo i volti sono un tassello importante della tua arte, vero?
Esatto. Anche le mani per me sono fondamentali: il gesto, il movimento, la posizione aiutano a costruire un contesto e una storia. Mi piace che il tatuaggio non abbia un’unica lettura: chi lo indossa conosce il suo significato, ma chi lo osserva può interpretarlo in modo diverso trovandone una propria. Quando progetto un tatuaggio, anche partendo dalla richiesta del cliente, cerco sempre di reinterpretarlo attraverso tale chiave emotiva.
Ho impiegato tempo per trovare un’identità che sentissi autentica e che oggi percepisco come una sorta di equilibrio.
Vorrei portare avanti questo “mood”, farlo evolvere, modificarlo se necessario, ma senza perdere mai la mia coerenza. Mi chiedi se è un marchio di fabbrica oppure una fase? Forse è semplicemente il momento della mia vita in cui mi trovo adesso. E probabilmente continuerà a trasformarsi insieme a me.

Mi parli della tua tecnica 3RL e del Whip Shading? Magari non tutti i lettori di Tattoo Life sono a conoscenza dell’argomento…
Il 3RL è un 3 Round Liner, quindi un ago molto sottile. l’ho sempre utilizzato, fin dall’inizio del mio percorso. Nei primi anni lavoravo molto in Dotwork, realizzando i tatuaggi puntino dopo puntino, e questo mi ha dato una grande confidenza con l’ago . Col tempo ho iniziato a spingerlo oltre l’utilizzo classico da liner. Dopo anni di lavoro sono arrivato a usarlo praticamente per tutto, eliminando il magnum. È stato un percorso graduale fatto di prove su prove.

Con il 3RL riesco a realizzare linee, sfumature in Whip Shading (movimento “a frusta”), gesti circolari per saturazioni e anche campiture nere più ampie. Tutto varia in base ad alcuni fattori, come la pressione, la velocità della mano, la fuoriuscita dell’ago, il voltaggio e lo stroke della macchinetta. Non esiste un modo giusto o sbagliato in assoluto: ognuno trova il proprio equilibrio combinando questi fattori in base al risultato che vuole ottenere. Si tratta di uno strumento molto versatile che offre molte possibilità se utilizzato con consapevolezza.

Si tratta anche di una questione di pelle?
Sì, ovviamente entra in gioco anche la pelle: ogni pelle reagisce in modo diverso e il 3RL, essendo un ago molto tagliente, richiede attenzione e sensibilità. Credo che questo modo di lavorare rappresenti una “wave” sempre più presente nel tatuaggio contemporaneo e che nei prossimi anni troverà sempre più spazio. Io, da questo punto di vista, sono molto orgoglioso di portarla avanti.

Se le tue opere fossero musica o un film, cosa sceglieresti?
Direi ‘Interstellar’, la pellicola di Christopher Nolan del 2014, insieme alla sua relativa colonna sonora. Per me è un unico pacchetto: immagini e musica vanno esattamente nella stessa direzione. Non tanto per volerlo analizzare, ma per l’atmosfera che crea. C’è quel senso di malinconia, di qualcosa di grande, ma allo stesso tempo intimo, che mi risuona molto familiare. La musica di Hans Zimmer in un film come ‘Interstellar’ amplifica tutto: ti entra dentro e resta lì. Se penso ai miei tatuaggi, li immagino con quella tale energia.
Un’atmosfera intensa, emotiva e un po’ sospesa. Non qualcosa di urlato, ma che di suo si sente.

Viaggerai in giro per l’Italia nei prossimi mesi?
Sì, nei prossimi mesi ci saranno diversi appuntamenti in giro per il Paese. Ad aprile sarò alla ‘Caserta Tattoo Convention’ (IG: @caserta.tattoo.convention) e a giugno alla ‘Napoli Tattoo Expo’ (IG: @napoli_tattoo_expo). Poi parteciperò alla ‘Milano Tatuami’ (IG: @milanotatuami), alla ‘Ankonventional’ (IG: @ancona_tattoo_expo) di Ancona e alla ‘Icons & Prodigies Tattoo Convention’ (IG: @icons_and_prodigies) a Venezia. Per quanto riguarda i guest spot, sto ancora definendo alcune date, quindi al momento non ho un calendario definitivo da condividere. Appena avrò tutto confermato, aggiornerò come sempre i miei canali social (IG: @pablosganz).

E le tue ultime parole famose sono… ?
Il principio è la fine e la fine è il principio.








