Guillermo Lorca García-Huidobro nasce nel 1984 a Santiago del Cile. Sua madre Beatriz García-Huidobro é un’affermata scrittrice.

Guillermo mostra interesse per l’arte fin dalla tenera età ed inizia ad avvicinarsi alla pittura già dall’età di otto anni. Appena maggiorenne si iscrive alla Bachelor of Art, Catholic University, in Cile, ma il suo apprezzamento per il canonico percorso di studio artistico presto lo demotiva, in quanto egli stesso lamenterá un deficit di incremento nelle prestazioni tecniche, quelle a cui invece ai tempi lui tanto anelava.

Nel 2006 lascia così l’università per dedicarsi ad un tipo di apprendimento “più sul campo”. Si trasferisce infatti in Norvegia dove diventa l’apprendista nonché assistente di Odd Nerdrum, pittore post moderno, svedese di nascita, che si ispira a Rembrandt e Caravaggio.

Nel 2007 Guillermo torna a Santiago del Cile dove ha luogo la sua primissima personale “Diebushka” alla Galeria Matthei. Tra il 2009 e il 2010 Guillermo si occupa di dipingere dei giganteschi ritratti murari per la stazione Baquedano di Santiago che gli aggiudica il primato del più giovane artista ad essersi potuto esibire all’interno della metro.

I sei murales ritraggono persone comuni di nazionalità cilena e sono tuttora ammirabili all’interno dei corridoi della metropolitana di Baquedano.

Per l’ancora giovanissimo, praticamente ventenne Guillermo, si susseguono così altri grandiosi lavori di street art e contemporaneamente diverse personali. Nel 2013 partecipa alla Art Spot in Miami e lo stesso anno mette in cantiere anche un’esperienza attoriale recitando nel film “Summer of the flying fish” diretto dalla regista Marcela Said.

La trama del film si basa sul conflitto di lunga data tra i nativi Mapuche e i proprietari terrieri bianchi di origine europea. Il film è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes e in esso Lorca interpreta se stesso.

Continua così negli anni a seguire ad esporre la propria Arte fino ad approdare nel 2018 al National Museum of Fine Arts, sempre a Santiago, con la personale “Nocturnal Animals”, e sempre nello stesso anno partecipa a varie collettive anche in Italia e Spagna e l’anno successivo approda a Londra per una personale di grande successo curata dal banditore d’arte e grande collezionista svizzero Simon de Pury nel quartier generale del brand di lusso Asprey.

Il lavoro di Guillermo Lorca é quasi sempre realizzato su larga scala e il risultato è maestoso ed estremamente affascinante, un mix di influenze tra il barocco e il rinascimento con rimandi al surrealismo e al fantasy, e con una linea direzionale che viaggia a zig a zag tra sensualità e violenza.

Le scene e i soggetti rappresentati sono avvolti da una coltre di mistero, le stanze sono intrise di inquietudine e si ha la sensazione che qualcosa di macabro stia per accadere o forse sia appena accaduto.

Gli scenari naturali sono altresì impregnati di alta teatralità. Innocenti giovanissime fanciulle circondate da carcasse di selvaggina, innocui gatti giganteschi oppure grandi felini feroci, mute di cani, letti sfatti e innondazioni lattiginose.

Impossibile trovare un senso a questo insieme di immagini, ed è proprio la difficoltà di legare insieme elementi così differenti tra loro che più esalta questo artista, la ricerca dell’interconnessione tra le dissonanze affinché sul finale tutto risulti invece in grande armonia. La critica ha spesso considerato questo artista come un iperrealista, data la maestria ed i dettagli con cui le scene vengono rappresentate, si ha quasi la senzazione di osservare una vecchia foto. Ma Guillermo Lorca rifiuta questa definizione, e si autoproclama lontano dall’iperrealismo fotografico della pittura contemporanea, e nemmeno troppo vicino a quella concettuale.

I soggetti e gli scenari sono sicuramente rappresentati con realismo ma a livello stilistico quello che l’artista volutamente sposa é più,vicino al surrealismo, qualcosa quindi che esiste solo nei sogni, negli incubi, o in realtà parallele, tutto purchè sia lontano dal mondo reale.

Come le favole, ogni dipinto ha la sua narrazione, sono favole da lui stesso inventate e raccontate, cercando di trasportare e intrappolare gran parte dei sentimenti umani all’interno dei suoi dipinti. Lorca usa abilmente Il linguaggio dell’inconscio per parlare all’osservatore che a sua volta non può esimersi dal percepire anche il grande livello di sensualità, morte e paranoia contenuti in queste grandi pale.
La paranoia soprattutto è qualcosa che accompagna a livello personale l’artista fina dalla giovane età, egli stesso dichiara di aver sofferto di manie di persecuzione, forti stati d’ansia e di avere da sempre un controverso rapporto con il tema della morte.
Crescendo ha poi imparato a convivere con quel tipo di sentimenti ed ha acquisito il sistema per esorcizzarli ovvero, imprimendoli nei suoi dipinti, ed esprimendo se stesso attraverso la sua meravigliosa Arte. Guillermo Lorca tuttora vive e lavora a Santiago del Chile.