“Jachito” si mette in proprio (da poco ha inaugurato il suo ‘Neropace Tattoo Studio’ di Sestri Ponente) e ci racconta come il suo percorso artistico deve procedere senza filtri e compromessi.
Partiamo dalle presentazioni: preferisci Jacopo Borlenghi o “Jachito”?
Potete chiamarmi come preferite perché in realtà Jacopo e Jachito (IG: @jachito_tattoo) non hanno alcuna differenza. “Jachito” nasce semplicemente dall’immaginazione di un mondo a cui appartengo. Ovvero quello del tatuaggio e dell’arte. Un mondo che è, a sua volta, reale ed io lo vivo costantemente attraverso la creatività, il disegno e il tatuaggio che, a loro volta, mi permettono di esprimermi.

Mi racconti le tappe salienti della tua carriera?
In realtà faccio fatica a individuare una tappa più importante di un’altra dato che in ogni mia fase sono stato una persona un poco diversa da quella di prima.
All’inizio era tutto legato all’entusiasmo puro di poter tatuare.
In seguito la voglia di esprimermi in maniera sempre più concreta mi ha portato (e mi porta tuttora) a delle nuove esperienze composte da persone, viaggi e progetti vari che ogni volta mi arricchiscono sia come uomo che come artista.

I tuoi soggetti mi appaiono NeoTrad mentre la tua tecnica è definitivamente Black-n-Grey. Pensi che l’uso del Bianco&Nero aggiunga qualcosa di ancor più affascinante e duraturo a dei tatuaggi che potrebbero anche vivere di colore ma, nel tuo caso, preferiscono l’esatto opposto?
Non saprei definirmi in maniera categorica per quel che riguarda lo stile… Forse faccio parte del mondo del Blackwork anche se credo che, nel mio caso, la spiegazione migliore sia “dark romantico”. Penso che ciò che faccio trovi più sincerità raccontato attraverso il Bianco&Nero e senza filtri di alcun tipo. In parole povere: amo troppo il Bianco&Nero! (ride)

Pensi di avere delle fonti di ispirazione sia all’interno della tattoo art, ma anche al di fuori di essa?
Sicuramente l’ispirazione proviene da tutto ciò che mi circonda. Partendo dall’ambiente, passando attraverso delle emozioni tue o altrui, ma anche dall’influenza che si può percepire da diversi artisti che fanno parte o meno della stessa tattoo art.
Alla base credo ci sia l’osservazione del mondo e del tipo di persona che sei in quel determinato momento.

Mi descrivi il tuo regno lavorativo, ovvero il ‘Neropace Tattoo Studio’ di Sestri Ponente? Già dal gioco di parole credo traspaia una certa filosofia di intenti, no?
Giustissimo! ‘Neropace’ (IG: @neropace_tattoostudio) è un progetto nuovo di cui sono felicissimo ed orgoglioso. Diciamo che nasce da un’esigenza parecchio personale: a un certo punto del mio percorso ho sentito il bisogno di creare uno spazio che rispecchiasse davvero ciò che sono ed il modo in cui vivo il tatuaggio.
Il ‘Neropace’ non è solo uno studio, ma pure un luogo di costante ricerca.
Avevo bisogno di un ambiente in cui potermi esprimere con ancora più libertà, senza compromessi e seguendo il mio ritmo. Per me rappresenta un passo importante della mia carriera perché mi permette di continuare a crescere e avvicinarmi sempre di più a ciò che sento davvero di essere.

Hai dei colleghi in studio con te?
Al momento lavoro qui da solo, il progetto è davvero nuovo e ci sono dentro con tutto me stesso. Per quel che riguarda il futuro non so dirti se sarà ancora così; anche perché credo che il confronto e la condivisione siano molto importanti.

Cosa bolle in pentola al momento per Jacopo Borlenghi?
Sicuramente ci saranno nuove guest dove andrò e nuove convention a cui parteciperò. Queste ultime non possono mai mancare nella mia agenda. E ora, grazie al ‘Neropace Tattoo Studio’, potrò anche portare a Genova delle nuove guest.

E le tue ultime parole famose sono… ?
Non credo di essere una persona da ultime parole famose! (ride) Sul momento mi verrebbe da dirti: “Ricordati che nulla esiste senza il suo opposto”. Non so perché, ma questo aforisma mi piace tanto.












